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BIMBO MIO, CHE FINE HAI FATTO? Genitori e figli adolescenti


È mattina presto, sono ancora nel letto, improvvisamente la porta di un altro appartamento sbatte violentemente e si sente urlare; è iniziata l’ennesima discussione.

Forse state pensando ad un litigio di coppia e invece no, lo scambio acceso è quello di un genitore con il figlio adolescente.

 

Sì perché nessuno ti consegna un libretto di istruzioni per crescere i figli e nessuno ti prepara al fatto che il tuo bambino o la tua bambina ad un certo punto diventano quasi irriconoscibili e non sono proprio così felici di ascoltare quello che gli dici.

 

L’ADOLESCENZA E I SUOI CAMBIAMENTI

 

Certo, questi per i tuoi figli sono “anni difficili” per diverse ragioni: in primis devono accettare i cambiamenti del loro corpo e la maturazione sessuale, sentono in modo chiaro e improvviso il desiderio di fare sesso e potrebbe bastarti solo questo a crearti angoscia pensando alle sciocchezze che tuo figlio/a potrebbe fare; per essere espliciti diciamo che la paura di diventare nonno/a troppo presto solitamente accomuna un po' tutti i genitori. Ricordati però che anche lui/lei si sente angosciato perché non sa bene, almeno all’inizio, cosa farsene e come gestire le reazioni fisiche del suo corpo e i suoi desideri.

È in questo periodo della vita che si crea una nuova identità e il giovane ha bisogno di sperimentare chi è diventato, di definire quali sono i suoi obiettivi e i suoi valori; questo avviene allontanandosi dalla sua immagine di bambino/a, più legata all’immagine che voi genitori gli avevate trasmesso, e voi avrete il compito di essere sufficientemente forti da reggere gli attacchi, le obiezioni e le critiche che vi verranno mosse. Insomma voi passerete da essere i loro modelli ad essere “i vecchi” che non sanno capire, mentre gli amici diventeranno i loro “guru” e li sentirete nominare spesso mentre vi rinfacceranno quello che loro possono fare e che invece voi non gli concedete; cercate di respirare (molte volte!!!!) e di ripetervi che è normale che faccia così, che gli serve riconoscersi e rispecchiarsi negli altri simili a lui/lei perché questo lo/la aiuta a capirsi un po' di più.

 

ESSERE GENITORI DI FIGLI ADOLESCENTI

 

Diciamocelo però, l’adolescenza sarà anche un periodo difficile per i ragazzi ma vogliamo riconoscere che è un “periodaccio” anche per i genitori?!

Non solo perché senti che tuo figlio/a ti sta sfuggendo di mano ma anche perché anche tu devi imparare un nuovo modo per relazionarti con lui/lei perché quello che avevi prima non va più bene.

Forse la cosa più difficile da accettare e su cui regolarsi (da entrambe le parti) e il loro bisogno di autonomia; non solo economica ma anche sentimentale.

Ti sarai accorto/a che tuo figlio/a a volte si contraddice: vuole essere autonomo e ti mette in discussione sfidandoti e infrangendo le regole di casa e poi in altri momenti ti cerca per essere guidato e si lamenta perché sei poco presente. Lui/lei si comporta così perché diventare adulti e “svincolarsi” dalla dipendenza dai genitori è difficile e tu dovrai in qualche modo rinunciare al tuo vecchio ruolo e trovare il modo di accettare la trasformazione della vostra relazione.

 

COME AIUTARE TUO FIGLIO ADOLESCENTE

 

Pensa al paguro, quella specie di granchietto che vive nella conchiglia, che quando cresce ha bisogno di lasciare la conchiglia vecchia e trovarne una più grande che possa contenere il suo corpo; allo stesso modo, tu dovrai saper offrire una “conchiglia più grande” così che tuo/a figlio/a si senta ancora protetto/a ma con il giusto spazio in cui potersi muovere… poi arriverà il giorno in cui non avrà più bisogno della tua conchiglia.

Certo detto così sembra proprio facile, in realtà non lo è per niente!

Penso, per esempio, ad alcuni genitori di ragazzi che seguo che si sperimentano in questo processo: qualcuno li osserva, mentre entrano nel mio studio, nascondendosi dietro il muro delle scale per non farsi vedere da me per paura di essere “rimproverati”, qualcuno si lamenta dell’uso del cellulare e del legame forte con gli amici, altri faticano a capire che se il figlio/a, maggiorenne, sta facendo un percorso con me non mi è concesso parlargli senza il suo consenso.

 

È difficile? Certo che lo è! Trovare la giusta distanza è sempre difficile, in qualsiasi tipo di relazione.

 

Cosa puoi fare? Pensare di attivare un percorso, solitamente breve, affidandoti ad un’ arte terapeuta, ad uno psicologo o ad un educatore che ti aiuti, vi aiuti, a costruire ed offrire “una conchiglia grande”; che cioè vi supporti nel ricostruire il ruolo di genitori in modo tale da tener conto sia dei vostri bisogni che di quelli di vostro figlio.